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giovedì 29 dicembre 2011

29. E adesso?

Un giorno mi sono ritrovata a consolare un quasi 30enne, che praticamente piangeva disperato perchè a 30nni nella sua vita non aveva combinato niente.  Adesso sono arrivata a 29, di quella persona mi sono liberata da un pezzo, ma non è quello il punto, ciò che sognavo io l'ho fatto. Ho pubblicato i miei racconti (senza pagare tra le altre cose), sono guarita dalla mia malattia, ho insegnato, mi sono laureata (una volta e mezzo ormai, più il master ecc...) ho viaggiato, ho fatto gli 800 Km a piedi per arrivare a Santiago,  da sola, ho imparato l'inglese (poco e male, ma è pur sempre qualcosa), ho imparato a cucinare nonostante l'alberghiero sia rimasto un sogno e ho fatto anche di più, mi sono sposata con Fra e avremo una bimba prima della mitica soglia dei 30. Ho amici veri. Alcuni darebbero la vita per me, e io per loro, perchè sono persone splendide e il mondo senza di loro sarebbe un posto squallido. Un giorno mi verrà chiesto il conto, ne sono sicura.

Quello che ho capito in 29 anni è che sono le persone non vogliono vederti realizzare i sogni, perchè? Perchè tu investi di stima persone che sono una nuvola di fumo e non vogliono che tu arrivi a fare cose che loro non riescono a fare, perchè altrimenti loro sono costretti a vedersi per come sono. La chiave di tutto? La scoperta di Dio. Sono riuscita a fare tutto perchè Dio era con me. Perchè Lui è con me. Se qualcuno mi diceva 'Non ce la farai' era Lui che mi incoraggiava; se qualcuno mi provava a mettere su una cattiva strada era Lui che mi riportava su una via che avrebbe dato i suoi frutti. Sempre. Devo tutto a questo Dio amorevole che non mi ha mai lasciata, nemmeno un secondo, a me stessa. Mi metteva davanti una persona, una famiglia, un sacerdote, un santo, un volantino, e mi guidava, come le frecce sul cammino di Santiago. Anche se non capivo, anche se con Lui litigavo, anche se dicevo di non crederci. A volte credo che lassù discutessero di me esattamente così:

Vestiti monacali a parte, s'intende.
Ma dico spesso che quando Dio vuole farsi una risata cambia canale e mette su di me.  E insomma, domani ne faccio 29... e sono tanto felice!!!

lunedì 12 dicembre 2011

Crisi e carrelli

Certo che gli italiani sono proprio terrorizzati!!! Vedo, vedo, l'altro giorno su vi a del corso c'erano molti più pacchetti che persone. Che poi, se c'è la crisi sul serio, fai una candelina al tutto mille, non il regalo su via del corso dove un paio di guanti costa un'eresia!!!

 Che popolo triste, che in un momento di necessità non riesce a rinunciare al superfluo. Giravo contenta con mio marito, che è sempre una stella, ma devo ammettere che in questo periodo mi vizia come pochi ( la verità è che se sarà così ogni volta non vedo l'ora di fare un'altro bimbo), e osservavamo. Costo della passeggiata 0 euro, ma non è quello, a me davvero non piace comprare le cose che costano tanto, le cose buone sì, ma quelle che costano tanto solo perchè sono ben piazzate in vetrina no. E non si tratta di tichieria, ma di senso della realtà.
Forse sono tanti quelli che prendono 30.000 euro al mese, e quel pomeriggio erano tutti su via del corso, non dico di no, ma...  Da bambina avevo dei libri bellissimi, e c'erano una favola e una filastrocca che mi piacevano tanto. La favola raccontava di un pastorello, molto bravo a lavorare il legno, che mentre il gregge pascolava intagliava il suo bastone con grande maestria. Passò di lì il principe che, senza ovviamente presentarsi, si offrì di comprare quel magnifico bastone. Il pastorello disse no, una due e tre volte, alla fine il pastorello disse: -Non vendo il mio bastone, e non mi interessa farlo, a qualunque cifra, non lo sapete che io sono ricco come il figlio del re se non di più?- il principe si stupì molto di questa affermazione e chiese spiegazioni, il pastorello rispose: - Il sole scalda lui e scalda me, l'acqua disseta me e disseta lui, e non desidero niente di ciò che non ho, perchè sono felice di ciò che sono e ogni cosa diventa superflua se siamo felici.
Il principe ci pensò un po' su e gli diede ragione: - E chi te lo dice è proprio il figlio del re.
Ovviamente semplifica sempre, ma secondo me c'era proprio del vero in questa favola. Vedo sempre gente che non si accontenta mai. Mi ricordo, quando sono tornata dal cammino di Santiago e, dopo vari giorni in convento a Roma (ti preservi dal trauma almeno), sono capitata a Fiumicino (ero atterrata a Ciampino). Mi sono sembrati tutti matti, e mi sembrano ancora tutti matti. Non esiste la libertà dalle cose. Mi sembrano tutti schiavi. E' vero che lo dice una persona a cui non è mancato mai niente, anzi, probabilmente ha avuto più del necessario, ma dall'età della ragione ammetto che non ho mai desiderato niente di ciò che non avevo. E mi sento molto più ricca di gente che si vende l'anima, la famiglia e gli amici per uno stipendio più alto e cerca poi di ricomprarseli con un pacchetto incartato bene. Ed è bello pensare che attorno ho molti amici, molto ricchi, proprio come me.