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venerdì 12 ottobre 2012

Fiaccolata per i 50anni del Concilio

Amatissimo Padre,
non scrivo nemmeno "Santo Padre", la chiamerei Abbà,ma non oso. Ieri ero con la mia famiglia alla fiaccolata, eravamo lì per lei, come sempre, per darle il nostro sostegno e il nostro affetto. Ho voluto rileggere il suo discorso, che alle 8.22 si trovava solo su korazim.org, probabilmente perchè altri organi ufficiali si dovevano ancora svegliare, ma non si tratta del discorso, mi sono commossa a sentire il profondo dolore con cui era pronunciata ogni singola parola. Non sono una buona cattolica, a volte ci provo ma il compito è molto arduo; amo la Chiesa come se fosse mia madre. Nel suo semplice discorso vedo uno sguardo vero e obiettio sulla Chiesa: parla di "strutture di peccato", non avrei osato scegliere queste parole, ma la dicono proprio lunga su quello che vede e che pensa. 
Si vedono film stupidi in televisione, film che contrappongono una chiesa preconciliare a una post-conciliare, l'inganno è così facile! La gente non legge i documenti, non ascolta i suoi discorsi, e non capisce la splendida verità della Chiesa. Il popolo di Dio non sa pregare. Ci insegni a pregare, Santo Padre! E' una domanda antica la mia, dopo duemila anni ritorna con l'eco, l'eco siamo noi che cerchiamo Dio. Abbiamo un bisogno disperato della Chiesa, Padre, abbiamo bisogno di parrocchie aperte fino a sera, di sacerdoti che non abbiano un ufficio e un lavoro ma siano a disposizione della gente. Abbiamo bisogno che accanto a lei ci siano laici di fede e non gente che si nasconde dietro la tessera del Vaticano. Abbiamo bisogno di preparazione. Abbiamo bisogno di essere ripresi se non facciamo bene il nostro lavoro. Abbiamo bisogno che le parrocchie capiscano che non c'è lavoro, se c'è si tratta nella maggior parte dei casi di un lavoro con orari massacranti, e che molti di noi per fare catechismo sacrificano gran parte del pochissimo tempo che hanno a disposizione per la loro famiglia. Abbiamo bisogno di regole, non di buonismo gratuito che diventa cattiveria. Abbiamo bisogno di comunione, non di fazioni che si sbranano una contro l'altra. Abbiamo bisogno di catechesi ovunque, soprattutto nelle famiglie. La famiglia si distrugge perchè non si sa a cosa fa riferimento, da chi è stata benedetta, e non lo sa perchè non puoi prepararti a qualcosa che dura tutta la vita con 10 incontri in cui ignori perfettamente quello di cui si sta parlando. Molti sacerdoti sono lontani, lo so che hanno tanto da fare, ma abbiamo una tale sete di Dio!!! A chi possiamo rivolgerci se non a lei? Lo so che sembrano problemi piccoli, ma da qui si percepisce lo splendore della Chiesa. Per un singolo sacerdote di fedeli ce ne sono tanti!!! Abbiamo bisogno di esperienze concrete di comunione cristiana, non di radio e televisioni cattoliche che dicono quanto siamo bravi, quant'è bello l'ultimo CD del tal prete o l'ultimo libro del tal altro. Se fossimo così bravi le chiese non sarebbero vuote, i bambini correrebbero a catechismo, e la piazza ieri sera sarebbe stata strapiena, Padre, esattamente come lei si merita. Le scrivo per questo Padre, perchè desidero una Roma nuovamente cristiana e trabboccante d'amore per il suo Vescovo. La abbraccio e le voglio bene,tanto. 
Myriam