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martedì 19 gennaio 2016

Le paroline di Benedetta 2... perchè abbiamo bisogno di parole.

Una persona sana è una persona che esprime quello che sente. E per esprimersi le parole sono necessarie. Benedetta vuole dire tutto quello che pensa, e lo consiglia sempre a tutti, anche alla porta del garage: "Apriti, Stefano!", gli raccomanda.

martedì 12 gennaio 2016

Le paroline di Benedetta

Benedetta parla. Si esprime in due lingue: in italiano così così e in pallocchettese benissimo; sta cercando di insegnarmi, ma non è che riesca tanto... la mia propensione per le lingue lascia alquanto a desiderare. Cominciamo con la prima parola, bellissima, fantastica, precocissima e disperata, un "MUAMMA" che ricordava la mia funzione primaria di donatrice di latte, nonché i milioni di chili presi in gravidanza, eccomi... l'anello mancante tra la mucca e la mamma!
E poi la parola ufficiale, ecco, sempre lui un "papà" dolce e amorevole, ma sempre dopo la mucca! :)
Crescendo Benedetta si è orientata nello spazio: c'è la stanza "di lavorare" e io che credevo fosse lo studio, la stanza "di fonno" (quella in fondo, mica la cucina col forno, è una lingua complessa), e la stanza "di pannolino", che poi sarebbe la sua, e la stanza "di letto", che poi sarebbe la nostra.
Le esplorazioni linguistiche continuano, e Benedetta cresce, con tutto il "cocciolato" che manda giù... anzi che cresce in altezza... e poi c'è la carne, il grande amore del pancino di Benedetta la "carne marrone", che quella bianca, insomma.... c'è la "carne salsiccia", la "carne lumaca" (la lunganica arrotolata) e poi l'altro grande amore, il "lattuccio". Insomma, se non capisco mi becco uno splendido "Mamma, non fare la sciocchina", oppure "Mamma, ma sei monella!" che mi fanno assolutamente morire.
Apprezzamento del cibo:  l'altro giorno era giorno di stinco (residuo cesto natalizio, mica siamo la famiglia di Asterix e Obelix) e con qualche perplessità ne ho messo qualche pezzetto nel piatto di Benedetta, che lo assaggia, e sentenzia: "Mamma, è buonissimo, lo adoro!", si dà a spazzolare tutto con fervore e dopo un attimo mi guarda, preoccupata che finissi troppo presto: "Mamma - mi confida sotto voce - adoro anche il tuo!"
Benedetta è religiosa: "C'è un bagno nella casa del Signore?", se qualcuno cerca un bagno nelle chiese di Prati sappia che noi stiamo facendo una mappatura.
Benedetta impara l'Ave Maria con l'aiuto della mamma: "Ave?" "Maria" "Piena di?" "Grazia", "Il Signore è con..." "Contento".... però miglioriamo "Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei Benedetta Vitale...."
Ok... è vero, c'è autostima. :)

giovedì 7 gennaio 2016

Presepe a Chia. Perchè dietro casa era troppo vicino.

Allora, il 6 Gennaio per tradizione si vince il desiderio di conservare tutti gli addobbi intatti per l'anno successivo, si smonta tutto e si ripone nel soppalco. Noi no. I superTre si sono rifiutati, e declinando allegramente le loro responsabilità verso una casa abitabile che si sarebbe potuta coniugare con una felice e veloce visita al presepe vivente in via della Conciliazione, si sono infilati in macchina e sono arrivati a Chia. A dire il vero Francesco non sapeva che indirizzo mettere nel navigatore e ho suggerito una qualsiasi via Garibaldi, che ovviamente c'era per quell'odioso uso italiano di coprire la gloria vecchia con quella nuova, e non solo c'era, ma era anche la piazza principale, per cui abbiamo anche trovato parcheggio.
Strada comoda, tanto per cominciare, tanto che Pallocchetta ha dormito tutto il tempo (dopo averci svegliato all'alba, giuro, all'alba per TUTTE le vacanze) e conosciuta, perché si passa dalla mitica Bomarzo.
Usciti dalla macchina si scende per un bisogno primario - caffè - e si trova un piccolo circolo... si è un circolo, ma il caffè si prende lì, e comunque è anche buono; ci siamo infilati a casa in una viuzza (Ripetta, mi pare) e abbiamo iniziato a camminare: che posto meraviglioso! Poetico fino alla tracimazione della poesia, bellissimo! Peccato che il tempo fosse un po' incerto, perché credo valga la pena proprio di andarci, parliamone, 400 abitanti. Insomma, gran parte di questi abitanti, che mentre noi passeggiavamo si telefonavano, fanno i figuranti per il presepe, ed era tutto un parlottio al telefono (fisso): - Ma', prendiamo i vestiti! Ha detto che lo facciamo!
Allora, l'apertura era prevista alle 17 e abbiamo aspettato le 17.30, pensavamo fosse gratis e si pagava 5 euro, e faceva freddo, e... è stato bellissimo.
C'era l'ingresso piantonato da due centurioni, scribi, arti e mestieri, animali... Pallocchetta un giorno mi chiederà di tenere una capra in salotto, lo so, ma quelle erano carine davvero, c'erano le pecore, l'asino, il bue, il pony più coccoloso del mondo, i conigli; i costumi erano bellissimi, la strada tracciata da candele completava l'effetto. E poi i fuochi d'artificio tipo razzi di segnalazione che sembravano la stella cometa e indicavano proprio il posto dove avremmo trovato la capanna.
Insomma, so che di presepi viventi nella mia vita non ne ho visti molti, ma questo mi è piaciuto davvero tanto. Se dovessi proprio trovare un difetto direi che è stano vendere in un presepe dei presepi nel guscio di noce,  forse era meglio fuori; anche i pancake forse potevano essere sostituiti con qualcosa ma... parliamo della ricottina che ci hanno offerto? Roba da paradiso. Buono il vin brulè, buona la pizza fritta, buono tutto. E... magari l'anno prossimo ci torniamo.
 

martedì 5 gennaio 2016

A volte ritornano. E ritornano mangiando.

Eccoci e Buon anno. Stamattina, oltre a un'improvvisa voglia di scrivere, mi è tornata anche la voglia di cucinare. Per fortuna Ciccio Bello Bua ha una violentissima febbre e Benedetta è tutta presa dalla sua vocazione di Crocerossina.
Comunque voglia di impasto. Impasto sofficioso, caldo e morbido.... Pane di Ricotta. Che fare? Ho una ricetta su "I pani Dimenticati", della Cheffina Rita Monastero, che è sempre un valido aiuto, ma avevo voglia di rovinarmi con le mie mani, così ho dato una letta alla ricetta e ho inventato. Ora lievita, quindi non ho innescato nessuna reazione devastante, almeno credo.
Ho preso la ricotta di mucca, (500 g) perché costa meno. E' buona uguale e comunque la macchina del pane non ha letto la ricetta. Poi ho preso 300 g di una farina integrale Barilla, che mi sembra migliore di altre farine integrali che ho provato e poi la fantastica farina calabra dei Molini Minniti( 500 g). Bella, fresca, con l'incarto a mano o nel sacco, è la farina con cui mi trovo meglio in assoluto, vuoi perché la uso dalla notte dei tempi, vuoi perché è buona. Lievito di birra, un panetto sciolto con lo zucchero di canna e acqua.... forse troppa ma spero che la farina integrale se l'assorba tutta. E poi panini, di zenzero e menta....
Buon appetito!!!!