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venerdì 12 ottobre 2012

Fiaccolata per i 50anni del Concilio

Amatissimo Padre,
non scrivo nemmeno "Santo Padre", la chiamerei Abbà,ma non oso. Ieri ero con la mia famiglia alla fiaccolata, eravamo lì per lei, come sempre, per darle il nostro sostegno e il nostro affetto. Ho voluto rileggere il suo discorso, che alle 8.22 si trovava solo su korazim.org, probabilmente perchè altri organi ufficiali si dovevano ancora svegliare, ma non si tratta del discorso, mi sono commossa a sentire il profondo dolore con cui era pronunciata ogni singola parola. Non sono una buona cattolica, a volte ci provo ma il compito è molto arduo; amo la Chiesa come se fosse mia madre. Nel suo semplice discorso vedo uno sguardo vero e obiettio sulla Chiesa: parla di "strutture di peccato", non avrei osato scegliere queste parole, ma la dicono proprio lunga su quello che vede e che pensa. 
Si vedono film stupidi in televisione, film che contrappongono una chiesa preconciliare a una post-conciliare, l'inganno è così facile! La gente non legge i documenti, non ascolta i suoi discorsi, e non capisce la splendida verità della Chiesa. Il popolo di Dio non sa pregare. Ci insegni a pregare, Santo Padre! E' una domanda antica la mia, dopo duemila anni ritorna con l'eco, l'eco siamo noi che cerchiamo Dio. Abbiamo un bisogno disperato della Chiesa, Padre, abbiamo bisogno di parrocchie aperte fino a sera, di sacerdoti che non abbiano un ufficio e un lavoro ma siano a disposizione della gente. Abbiamo bisogno che accanto a lei ci siano laici di fede e non gente che si nasconde dietro la tessera del Vaticano. Abbiamo bisogno di preparazione. Abbiamo bisogno di essere ripresi se non facciamo bene il nostro lavoro. Abbiamo bisogno che le parrocchie capiscano che non c'è lavoro, se c'è si tratta nella maggior parte dei casi di un lavoro con orari massacranti, e che molti di noi per fare catechismo sacrificano gran parte del pochissimo tempo che hanno a disposizione per la loro famiglia. Abbiamo bisogno di regole, non di buonismo gratuito che diventa cattiveria. Abbiamo bisogno di comunione, non di fazioni che si sbranano una contro l'altra. Abbiamo bisogno di catechesi ovunque, soprattutto nelle famiglie. La famiglia si distrugge perchè non si sa a cosa fa riferimento, da chi è stata benedetta, e non lo sa perchè non puoi prepararti a qualcosa che dura tutta la vita con 10 incontri in cui ignori perfettamente quello di cui si sta parlando. Molti sacerdoti sono lontani, lo so che hanno tanto da fare, ma abbiamo una tale sete di Dio!!! A chi possiamo rivolgerci se non a lei? Lo so che sembrano problemi piccoli, ma da qui si percepisce lo splendore della Chiesa. Per un singolo sacerdote di fedeli ce ne sono tanti!!! Abbiamo bisogno di esperienze concrete di comunione cristiana, non di radio e televisioni cattoliche che dicono quanto siamo bravi, quant'è bello l'ultimo CD del tal prete o l'ultimo libro del tal altro. Se fossimo così bravi le chiese non sarebbero vuote, i bambini correrebbero a catechismo, e la piazza ieri sera sarebbe stata strapiena, Padre, esattamente come lei si merita. Le scrivo per questo Padre, perchè desidero una Roma nuovamente cristiana e trabboccante d'amore per il suo Vescovo. La abbraccio e le voglio bene,tanto. 
Myriam

lunedì 21 maggio 2012

La paternità

Ho appena letto l'ultimo post, e sebbene puffola sia splendida(cuore di mamma, l'ho fatta io... continuo a dirmi) riguardando le foto dal 12 in poi c'è una cosa, o meglio una persona, che mi ha colpito ancora di più: Francesco. Oggi, tra le altre cose, festeggiamo il primo anniversario di matrimonio. Fra ha vissuto veramente tutto con me. Leggi un sacco di Blog dove dice che il senso della paternità arriva dopo, che gli uomini non sentono questa cosa dai primi giorni come le donne e quindi le decisioni riguardo al bambino spettano alla donna... adesso posso dirlo con tranquillità: è una cazzata. Mi si perdoni il francesismo, ma dire "è una stupidaggine" non avrebbe reso l'idea. Francesco ha saputo che ero incinta circa 16 ore dopo di me e non mi ha MAI lasciata sola. Lui è diventato papà esattamente come io sono diventata mamma, ha maturato nel tempo in cui nostra figlia si preparava ad affrontare il mondo. E' stato con me quando le contrazioni si facevano forti, mi ha accompagnata in sala parto e ne è uscito con me e nostra figlia. Nelle foto in ospedale ha gli occhi gonfi di sonno e non è rasato, si vede che è stanco, attorno agli occhi si vedono persino delle rughe. Povero!!! La camicia stirata serve a poco, è sfinito dalle emozioni. Anche adesso, io so parecchio sui bambini, grazie a mia nipote, lui non ha nessuna esperienza, lui ha un intuito straordinario che può venire solo dall'amore.Questo amore mi stupisce e mi sconvolge, 1000 volte di più perchè il mondo non ne parla: la paternità è qualcosa di meraviglioso che nulla ha da invidare alla maternità. Perchè tutti lo vogliano ignorare non lo so. Ti amo, Francesco, Buon Anniversario!

lunedì 7 maggio 2012

Cena, cenetta e merenda!!!

Basta per oggi con i post polemici! Sono stanca di salvare il mondo via internet, almeno per questa settimana. :) Poi vedremo! Oggi viene Padre Graziano a benedire casetta e abbiamo deciso (Bimba permettendo) di 'rapirlo' per cena. Sabato mi sono impegnata con la pasta fresca e credo di aver fatto dei ravioli più che accettabili (forse tanti, come al solito), per l'antipasto i cornettini al formaggio dovrebbero andare alla grande e ho una certa tentazione: torta al nesquik!!! Mio marito è un consumatore primario di nesquik e io ne ho casa particolarmente piena. Piove disperatamente qui in Prati, non so altrove, e forse è l'ultima occasione per una stuggente torta al cioccolato. Non vorrei finisse come il cavolfiore di mia nonna.
Lunga parentesi, la mia Mina (diminuitivo di mammina, che io adoro ma non glielo direi mai, e invece glielo dico sempre) è nata il 24 Dicembre. Mia nonna, che ringraziando Dio non ha mai visto la gravidanza come una malattia come la vedono le esaltate pazze del corso preparto e delle loro madri, stava preparando la cena della vigilia, se non che ha avuto le doglie mentre puliva un succulento cavolfiore, di cui secondo me aveva una voglia pazzesca. Insomma, verso mezzanotte è nata la mia Mina, e il cavolfiore finì di essere cucinato e mangiato da qualcun altro: tutte le vigilie di Natale il santo cavolfiore veniva ricordato e rimpianto... è vero che poi diceva sempre che visto che io ero nata il 31 Dicembre i conti erano pari, ma immagino che appena arrivata in Paradiso (magari non era perfetta, ma tutte le nonne vanno in paradiso, soprattutto quelle che si sono date da fare col cucchiaio di legno per educare figli e nipoti) abbia chiesto del cavolfiore. Non vorrei fare la stessa cosa con la torta, buona sì, ma se arrivo in paradiso vorrei avere altri desideri... E' appena spuntato il sole... sarà un segno? Mmmmmmm... la verità è ce devo usare la farina, dopo che nasce pupetta avrò un sacco di tempo in meno, andrebbe a male e sarebbe un vero spreco!!! :(
Vabbè, proviamo, e speriamo che il prossimo post sia sulla stellina della mamma!!!


mercoledì 2 maggio 2012

Montechiari, furto e violazione di domicilio

A me non piace veder soffrire gli animali. Non possiedo pellicce e trovo assurdo che in Italia qualcuno le compri e le porti. Ho una giacca di pelle, scarpe, e mangio carne senza rimorsi. Questa è la premessa. Trovo crudele che ci siano animali che vengono allevati solo per essere scuoiati. Ma trovo assurdo che delle persone vengano elogiate pubblicamente per violazione di proprietà privata e furto. Allora fanno bene quelli che rubano soldi nelle ville, non è la stessa cosa?

martedì 17 aprile 2012

Alla ricerca del tempo perduto

Avete presente la petite madeleine? Il biscottino di Proust "Alla ricerca del tempo perduto"? Chissà se mi è venuto in mente perchè ieri la mia prof di francese del liceo mi ha cercata su fbk. 15 anni fa. Una vita. Sarà che ieri, guardandomi allo specchio ho notato una piccolissima ruga sul collo; sarà questa pancia enorme che continua a crescere con dentro la mia piccola Alien che mi scalcia. Saranno tutte le cose insieme, il che è probabile. Ricordare, di nuovo il cuore, almeno etimologicamente parlando. Un'aula gialla e bianca, amici al banco davanti e altri intorno, tutta la tua vita che ruota a ttorno a quelle cinque ore di studio. Me l'avessero detto che era tutto una sciocchezza, che il lavoro non l'avremmo trovato, che per quanti sforzi stessimo facendo la gente che ci governava non faceva altro che cercare di distruggere tutto quello che si stava costruendo. E il cancello sul retro resta aperto o chiuso? E la finestra dellla sua camera si vede? E non picchia troppo il sole? E dai, facciamo sciopero... E Simona che faceva le imitazioni :) e che fine hanno fatto Pantagruel e Papà Goriot? Eppure siamo sopravvissuti!!!

venerdì 30 marzo 2012

11 anni fa e 11 anni dopo

Una mia compagna di scuola, ex compagna ormai, vive a Somma Lombardo, uno abita a Pavia, almeno un paio si sono trasferite nel capoluogo di provincia, le altre abitano quasi tutte intorno al paese. Eravamo così sicuri di andarcene tutti... molte si sono sposate, non hanno neppure finito l'università. Altre ancora si sono laureate e sono disoccupate. Anche molti compagni. Tutti in giro a non fare praticamente nulla, parcheggiati all'università, in apprendistati infiniti, completamente dimentichi del sogno di scappare. Ma siamo stati molto diversi, ammetto di non aver mai pensato di tornare giù, nonstante casa mi sia mancata e mi manchi moltissimo, mi stia perdendo tanto tempo con i miei genitori, mia sorella, le mie nipoti. Molte mie compagne hanno fatto la scelta i sposarsi, rimanere al paese, mentre i mariti sono altrove e tornano il fine settimana o una volta al mese. Mi chiedo quale sbagliata concezione di famiglia ci sia dietro e anche quale profondo infantilismo. Rinunciare a priori alla famiglia che uno si sceglie mi sembra un grosso sbaglio, non che la famiglia di origine non conti, non dico questo, ma mi viene in mente un passo della Bibbia: "L'uomo si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola" ho studiato troppo per pensare che questa unione sia solo in senso fisico. Non mi sono sposata da molto, 11 mesi più o meno, questo è vero, quindi non posso molto parlare, ma è vivendo con mio marito che ho veramente iniziato ad apprezzarlo e amarlo. Le piccole cose: una volta una litigata, una volta un piccolo pensiero, una discussione, un venirsi incontro, un pregare insieme. C'erano tante cose che all'inizio non avevamo il coraggio di dirci o di affidarci (esempio stupido:all'inizio del matrimonio mio marito non avrebbe mai permesso chi io chiamassi il tecnico della lavastoviglie, e forse ha ragione tutt'oggi, però mi ha affidato lo stesso il compito. Wow!) Credo che tenere i figli a casa, dopo che si sono sposati, sia sicuramente un atto egoistico da parte delle famiglie d'origine, ma soprattutto un grande fallimento educativo. Qual'è il compito verso i nostri figli? Cosa vuol dire educare qualcuno? Cosa vuol dire "augere"? Far crescere. Cosa vuol dire crescere? Semplice, diventare responsabili delle proprie azioni e quindi, in maniera semplice: cavarsela da soli!!! E poi un modo sano di intenere la propria vita da parte dei figli aiuterebbe. "Ama il prossimo tuo COME te stesso", non di più, e capisco onorare il padre e la madre, giustissimo, ma ci sono doveri verso la propria famiglia, e la propria famiglia non è quella di origine, è quella che tu ti fai. L'orizzonte deve spingere lontano lo sguardo, un genitore, un'intera società che non lo insegna è una società che non fa crescere, che si accontenta del pane e i giochi del circo. E per le persone che amo pretendo di più.


mercoledì 28 marzo 2012

Troppo amore, la Rai e gli stalker

Mi pare manchi una certa percezione della realtà: quella della relazione tra uomo e donna. C'è una bella ragazza di 28 anni, Livia, che pare averne almeno 35, che vive in un appartamento da universitari... praticamente più figo di una casa privata (Già si capisce che lo sceneggiatore poteva farsi una passeggiatina tra le case per studenti ma non aveva voglia) e vive senza tende e con le persiane aperte; gira sempre per casa mezza nuda e dalla finestra di fronte la osserva Umberto, un professore di storia dell'arte all'università che a un certo punto la salva da un tentativo di violenza del padrone di casa. La ragazza fugge ogni tentativo di denunciare la violenza e di portare il padrone di casa al sindacato inquilini e appare subito come una senza carattere. Ulteriormente questo si nota dal fatto che ha mollato l'università e che quando non riesce a pagarsi la benzina se la fa mettere a credito dalla sorella maggiore, non oso pensare a come faccia per l'affitto. Insomma, vede un paio di volte questo bel professore fuori al portone e lui le invia un'esagerato cesto di rose bianche, dopo di che la invita alla presentazione di un libro e dopo la presentazione del libro fanno sesso consenziente. Bella conoscenza insomma!L'avrà visto sì e no 4 ore della sua vita... qual'è il prezzo del suo corpo? Un cesto di rose bianche? Almeno sulla salaria ti pagano in contanti. La ragazza deve sviluppare il senso degli affari. Non mi venite a dire che la colpa è degli uomini, se una donna si fa trattare come un oggetto che vale poco l'uomo la tratterà come tale. Ma è la ragazza che si fa trattare così, l'uomo trae solo le debite conseguenze dal suo comportamento. Lui le presenta un collega che lavora in tv, e siccome Livia scribacchia sui blog le manda un paio di suoi lavori, quando si riincontrano e il tizio le offre un lavoro Umberto stoppa la trattativa dicendo che Livia deve ancora studiare. Io l'avrei ammazzato uno per una cosa del genere, anche se lì si capiva bene la tattica dello stalker: prendeva pieno possesso della sua vita. Dopo tipo un giorno di frequentazione vanno a vivere insieme nella principesca villa di lui. Qui avviene il fattaccio: uno schiaffo, il primo episodio di violenza. Lui, ovviamente la incanta e lei lo perdona fino a quando, a un certo punto, lui la quasi massacra, e a questo punto dove si rifugia lei? Non a casa della madre, udite udite, ma nella casa per studenti dove abitava prima, quindi davanti all'ufficio di lui. Ma sarai stupida? La madre la scopre ripiena di lividi ed è la madre che va alla polizia, senza denunciare ovviamente perchè non può, mentre lei dopo un po', quando vede anche che lui la segue, la perseguita con gli sms vuole pure ritornarci insieme!!!
Adesso, io mi rendo conto che nessuno si merita una persecuzione del genere, lui arriva persino ad accoltellarla, ma lei non poteva usare un po' di raziocinio? Tra l'altro come film dava un'idea sbagliata del fenomeno, ne parlava solo come una cosa estrema, da coltello tanto per intenderci, credo che invece bisognerebbe insegnare alle persone a reagire dai primi sentori di qualcosa che non va. Non mi si venga a scrivere: lei lo amava! Lei non lo conosceva. Aveva visto solo quanto era figa la sua casa, il suo lavoro, la sua macchina. Dopo di ciò, effettivamente mi viene da pensare. Ho una carissima amica, è fantastica lo devo ammettere, quando penso a una veramente in gamba mi viene sempre in mente lei. Ho pensato: Che avrebbe fatto lei co sto matto? Corcarlo di botte direbbe qualcuno, e forse anche, ma il punto è questo: lei non ci sarebbe arrivata, e non solo perchè normalmente fa un corretto uso dei tendaggi di casa, ma perchè al minimo sentore di qualcuno che volesse controllare la sua vita lei se ne accorgerebbe e stroncherebbe la cosa sul nascere (e dopo qualche brutta esperienza e qualche riflessione anche io, per fortuna!). La verità è che più che un film contro gli stalker mi è sembrato un film contro le donne: una sceneggiatura dove si dipinge una donna di 28 anni immatura, irrisolta, che non sa assolutamente quello che vuole e si accompagna ad amici dello stesso tipo. Una donna debole e senza reali prospettive che aspetta solo l'uomo che le cambi la vita come un principe azzurro; che non ha reali interessi nella vita. Una donna che non ha il coraggio di cambiare il numero del cellulare o di far rispondere un'amica dicendo che l'ha venduto (mi ricordo di aver fatto proprio così), e che si rifugia davanti allo studio del suo carnefice. Una donna che di fatto si fa comprare da una bella casa, dalla servitù, dai gioielli, ecc... Non mi è sembrato una cosa intelliggente da far vedere in Tv, per insegnare cosa alle donne? Che finchè non ti ammazza ma ti regala gioielli e vestiti va bene? Troverei veramente tremendo e preoccupante che una donna di 28 anni si identificasse nella protagonista, la rieducazione sembra vada fatta prima alla vittima che non allo stalker. Speriamo bene per il futuro...

giovedì 2 febbraio 2012

Monti e la monotonia

Dall'alto del suo trono di Senatore a vita Monti dice: Ma il posto fisso è monotono, meglio un mercato del lavoro libero dove il posto fisso non esiste.
 Lo dice uno che il posto fisso ce l'ha, quindi già di per se suona come una presa in giro delle più dure. Per giunta, costui che ha il posto fisso, ha anche un'ottima conoscenza dei meccanismi con cui si muovono le banche e questa cosa, vista sotto una certa ottica, assume quindi il tono di crudeltà.
Cosa vuol dire non avere un lavoro a tempo indeterminato? 

- Vuol dire non poter accedere a un mutuo, quindi non potersi comprare una casa.
- Vuol dire non poter prevedere una cosa nel tempo: una retta scolastica, un corso d'inglese, la retta dell'asilo,  una vacanza, un affitto.
- Vuol dire dover lavorare sempre il più possibile e sotto la massima pressione, con la minaccia di perdere nel giro di poco tutto quello che si è guadagnato.
- Vuol dire precarietà di vita, meno figli, meno speranze.

Che società vuole creare il signor Monti? Una società del terrore? Mi spaventa, ma mi spaventa il fine ultimo di questa manovra. Distruggere il lavoro significa distruggere la famiglia, praticamente l'unico valore che sta cercando disperatamente di sopravvivere in un mondo dove il relativismo impera. Un mondo dove si vive giorno per giorno, sensa nessuno slancio, nessun progetto, nessun futuro. E davvero questo quello che vogliono gli italiani?
Io non ci credo, e non ci credo perchè io non voglio. Capisco che il posto fisso anche oggi non esiste: è ovvio che se commetti una grave negligenza sul lavoro DEVI essere licenziato, ma non è già così? 
Ma un'altra cosa è che per principio non si debba arrivare mai al posto fisso. Ovviamente se sei Senatore non vale, ma io parlo dei cittadini di serie B come me. Non ci stò a un lavoro da fare solo per me stessa, non ci credo a un lavoro dove il mio non serve ad aiutare quello degli altri, non ci posso credere... perchè non è vivibile un mondo così. L'uomo non è un animale, non può vivere tutto il giorno, tutti i giorni, senza nessuna aspettativa per il futuro, questo non lo spingerà a fare meglio, lo renderà soltanto più infelice. Aumenteranno il tasso di suicidi e di depressioni. Vuole questo Monti? Voleva questo Napolitano? Magari però la Massoneria è questo che vuole. 
E come piano non è molto originale, rispecchia quello del resto d'Europa. 
Passerò a sant'Andrea delle Fratte in questi giorni, mi fermerò a pregare proprio lì, dove c'è la statua di San Massimiliano M. Kolbe, col quadro di San Michele Arcangelo alle spalle, e pregherò, che forse, dietro a certe manie di onnipotenza, si può soltanto pregare...

martedì 24 gennaio 2012

i 40enni di Muccino e il povero Lorenzo che ci è cascato...

Il gruppo Mediaset ha ultimamente la tendenza a stuprare i film con le pubblicità.  Questo può anche essere comprensibile visto che si tratta di una televisione commerciale e poi, in piena comunione con Muccino che più commerciale non c'è... ammetto di averlo visto Baciami ancora, non al cinema, non valeva sette euro, ma nemmeno 3,50 al cinema dell'oratorio. Però ieri sera, nel nullafacimento generale post cena era utile un film per non pensare, e con Muccino puoi tranquillamente evitare. Dicono che sia il regista italiano più amato all'estero... ma se consideriamo Vanzina non è che sia un gran complimento.

 Avevamo l'asciato i trentenni tristi dell'ultimo bacio con pessime previsioni, Carlo che stava con quell'isterica di Giulia, il cui problema di fondo era non aver ricevuto abbastanza schiaffi da ragazzina e la tradiva con una sciocchinissima Martina Stella, che però aveva il bonus età rispetto agli altri, sia per quanto riguardava lei che il personaggio. Comunque Carlo e Giulia non sono cresciuti. A Paolo era morto il padre (al funerale cantavano l'Ave Maria, capisco e scommetto che Muccino c'è entrato una volta sola in chiesa in vita sua ma si sarebbe potuto informare...) , brutta cosa certo, ma l'aveva affrontato in maniera estremamente stupida, l'aveva accantonato ed era partito per un viaggio. Pone fine alle sue sofferenze con un suicidio, con scene ritrite dell'attimo fuggente. Guardiamo il lato positivo:se non altro ha smesso di lavorare con Muccino prima degli altri. Adriano era partito pure lui, abbandonando la moglie (per carità, un'altra isterica che poteva essere solo amica di Giulia), e il figlio di nemmeno un anno. Ammazza che .......!!! Adesso è tornato dopo 10 anni. Marco e Veronica erano i due più normali, ma ovviamente se a loro fosse andata discretamente la muccinata non ci sarebbe stata, e i due che credevano nella normalità sono in crisi, non hanno avuto figli e nella loro casa ricca, buia e triste campeggia il ritratto di un cardinale. La moglie di Adriano, Livia, che anche lei come ho detto è un'isterica forse è però la più normale in questa puntata, perchè pensa al benessere di suo figlio come ogni madre dovrebbe fare; però il suo isterismo continua con la morte di Paolo. Certo non ci si spiega come una commessa possa permettersi un appartamento strafigo all'Eur con almeno cinque stanze e orari così flessibili da poter prendere il figlio a scuola e poi andare in giro per tutto il pomeriggio. Ma probabilmente il regista non ha fatto grandi ricerche. Poi c'è il tristone alternativo che almeno prima aveva dei fantastici rasta che lavora da Panorama e si chiama Alberto, che continua la sua ricerca del viaggio iniziatico, che però se hai le palle fai da solo e prima, non aspetti la tua inconclusione di quarantenne. Insomma, mi ero vista tutto il film per Jovanotti e questi di canale 5 me lo stroncano dopo sei secondi di Canzone!!!

Non mi piacciono questi personaggi senza midollo spinale, non mi piacevano da trent'enni e non mi piacciono adesso. Non mi piace un uomo che tradisce la convivente e poi le chiede di sposarlo, non mi piace un uomo che non sa affrontare la morte, non mi piace un idiota che scappa quando dovrebbe prendersi cura di un bambino. Non mi piace riconoscere le scene di altri milioni di film quando ne guardo uno. Ancora una regia triste per un film triste... mi manca Vittorio de Sica...


mercoledì 18 gennaio 2012

Le navi affondano, la gente muore, e io mi incavolo con 4 z.

Cominciamo con una notizia trita di cui parlano tutti, ma più fango e cioccolato non c'è. Allora: c'erano centinaia di persone su una nave da crociera, una bellissima nave da crociera, una di quelle che dici "Avessi i soldi ci andrei, magari non su quella tratta, però quanto mi piacerbbe!". Perchè lo sappiamo che la Costa è la vacanza che ti manca ecc...
Invece ci si sveglia una mattina, si accende la televisione e ti trovi piazzato di fronte a una nave che è come dire... adagiata su un fianco, senti che ci sono morti, dispersi. Oddio, Jack e Rose!!! Perchè la prima cosa che ti viene in mente è "Titanic", una generazione traviata la mia.  E poi perchè mi dispiace dirlo ma Smith rifiutò di essere salvato, forse non era un capitano accorto, ma era uno di quelli che avrebbero perso tutto, ma non l'onore.
E poi qui abbiamo un tentennante (ubriaco?) capitano di nave da crociera che va a sbattere contro uno scoglio. C'è poi da dire che mentre gli iceberg si spostano nell'Atlantico generalmente in Italia gli scogli stanno fermi e, spesso, sono anche segnati nelle carte nautiche. E va bene, nessuno è perfetto; sembra scontato, ma credo che gli errori facciano parte della nostra umanità: se non altro ci ricordano quanto siamo lontani da Colui che è perfezione.
E poi abbiamo un addetto alla Capitaneria di porto, un uomo che quella sera, come l'altro, stava facendo il suo lavoro con una squadra e si ritrovano a parlare al telefono. Sono due conterranei, uno è di Napoli, l'altro è di un'isola vicino, e basta con i razzismi idioti per favore. Hanno una famiglia entrambi. Hanno fatto lo stesso giuramento, dubito che percepiscano lo stesso stipendio.
Questa telefonata ci delucida su un uomo a terra (De Falco), in capitaneria di porto, quindi, nella sicurezza che lui è salvo, è all'asciutto, muove dall'alto ecc... (perchè tutto va considerato) che da precisi ordini a quello in mare (Schettino).
Il primo ordina, il secondo non ubbidisce. Ora, non so che sarebbe successo se il Capitano fosse salito a bordo. Nessuno lo sa. Però tutti sanno dov'è che Schettino doveva stare. E non credo che sia per un obbligo di legge. La legge dello Stato, soprattutto in Italia, troppe volte l'ho vista fare una brutta fine, e poi non è detto che se la costituzione dice una cosa questa sia giusta a prescindere. Si tratta di un'altra legge che sentiamo, un diritto naturale che dice "Tu devi salvare la vita degli altri, tu non vivi solo per te stesso, sei un uomo, un essere sociale", la stessa voce che doveva dirgli, il giorno in cui ha firmato il contratto da Capitano alla Costa (tremila, seimila euro?) "Guarda che non sono solo soldi, hai una responsabilità immensa, sono centinaia di persone su quella nave". Ma la voce della coscienza, quando non la si ascolta, si fa sempre più bassa, fino a che non tace. E quando la fai tacere quello che senti dopo non è il rimorso per ciò che hai fatto (rimorso è una cosa che si addice a chi la coscienza la sente ancora), ma è la vergogna, non per i danni che hai causato agli altri (la nave, detto tra noi, chi se ne frega, ma trenta vite...), ma di quelli che hai causato alla tua immagine.
E De Falco non è un eroe, è un brav'uomo. Uno che ha fatto un giuramento e sa qual'è il suo dovere. Mi piace pensare che se non avesse dovuto coordinare i soccorsi si sarebbe tolto la giacca, si sarebbe tuffato e avrebbe raggiunto Schettino per dargli un sacco di botte, prenderlo per l'orecchio e trascinarlo sulla nave. Dalla voce sembrava avesse molta voglia di farlo, ma non ho la palla di vetro nemmeno in questo caso e non lo so. Un uomo non è un eroe se fa il suo dovere, anche se è diventato raro. Ma non è facile fare il proprio dovere, devi essere educato a farlo, devi essere un uomo di buona volontà. Mi piace la figura di questo De Falco che si schermisce e dice la verità: "Per carità! Non sono un eroe!". Lo è nel mondo di oggi, lo è come quel poveretto che si alza tutte le mattine per andare a lavorare e fa un lavoro che non gli piace ma che fa con il massimo dell'impegno, lo è come quell'uomo che paga il biglietto dell'autobus non perchè il servizio è buono ma perchè lo usa, lo è come quella mamma che non sa come farà a mantenere il suo bambino ma lo tiene perchè è vita umana. Non sono eroi, sono uomini e donne di buona volontà.

mercoledì 11 gennaio 2012

le analisi ed io. Due mondi diversi, quasi mai compatibili.

Ovviamente è passato almeno un mese dall'ultimo post sulle analisi del sangue,e le mie disavventure, iniziate lunedì 9 gennaio non potevano non essere trascritte qui. Allora, ore 7.00: arrivo di fronte al portone della ASL e aspetto. Sono la prima, e ciò non è di solito foriero di buone notizie. Si fanno le 7.40, perchè che fai, inizi alle 7.30? Non sia mai. Arrivo là di fronte e sempre la stessa ragazza dell'altra volta mi informa che dalla Regione Lazio (Grazie, Renata!) non hanno dato l'avvio ai PC. Aspetto, che devo fare? poi si fanno le 8.45 e ci mandano a casa.

E fu sera e fu mattina. Secondo giorno. Siamo al 10/01/2012, le 7.00 mi trovano sempre ad aspettare di fronte al portone della ASL. Arrivo c'è l'infermiera che abita di fronte che mi chiede di tenerle un attimo in custodia il carrelino della spesa. La meraviglia è che lei va a fare la spesa al mercato con gli stessi vestiti e le stesse scarpe con cui preleva il sangue alla Asl. Però io non sono laureata in biologia, quindi del lerciume che possono portare dentro non è che ci capisco molto. Sospiro, almeno si rinforzeranno gli anticorpi. Arrivo a portare finalmente la mia impegnativa al CUP. "Signora, qui deve pagare sette euro in più, che fa torna domani?" No. Francamente no. "Poi signora, queste qui non le facciamo, deve andare privatamente" ok. Sono rassegnata. Mi prelevano un ettolitro di sangue.  Mi dirigo verso casa dove inizio una paziente ricerca dei laboratori privati di Roma dove effettuano questa analisi. Mio marito me ne suggerisce uno. Chiamo, con santa pazienza, spiego il problema e se loro effettuano questo tipo di analisi. "Sì signora, può venire da noi!", sorrido "Perfetto, e quanto vengono?"
"200 euro signora, le prenoto gli esami"
"Forse è meglio che mi prenoti una visita cardiologica!"
Ma stiamo scherzando? 200 euro per vedere come mi si coagula il sangue??? Mi faccio un taglietto e si vede lo stesso, no?
Dovrò dirlo alla mia ginecologa. Magari non lo sa.  Comunque tanto telefono che alla fine spendo si 40 euro di telefonate ma trovo un posto dove le fanno a 160 euro. Mio marito giustamente è sicuro che per 160 euro poi ci ridaranno il sangue indietro. Lo vuole mettere sul comodino tipo reliquia. Magari si coagula e  si scioglie come quello di San Gennaro.

E fu sera e fu mattina. Terzo giorno. 11/01/2012. Quel santo di mio marito, perchè diventerà santo, gli sto dando una (potente) mano io, mi accompagna a fare queste analisi. Arriviamo in questo salone di bellezza iperpulito dove una dottoressa carinissima mi tira il sangue (sempre allo stesso braccio, che manifesta ora un discreto livido). E andiamo con Francesco a fare colazione. Poi mi da uno strappo a casa e io vado a fare la spesa al todis. 
Sono al banco del pane. Squilla il telefono.
"Pronto"
"Signora, la chiamo dal laboratorio di analisi" ("Oddio, ecco, è la fine che si avvicina!!!!")
"Mi dica!"
"No, mi scusi tanto sa, è che il sangue della provetta si è coagulato, potrebbe tornare domani?"
"Non si preoccupi" Che devo fare, mi rassegno. E poi penso a san Gennaro e sorrido. L'hai capito il simpaticone? Ci ha fatto il miracolo!!!


E domani, se san Gennaro non fa troppo il simpatico, magari ci riusciamo!!! Hihihi!!!

lunedì 2 gennaio 2012

Un anno nuovo, un nuovo inizio. O anche no.

Mi fa sorridere tutta questa attesa del 2012. Ma cosa attende l'uomo? Qual'è la vera aspettativa, il vero fine? Seduta di fronte a un caffè macchiato ripenso alle parole che ripeto ogni giorno. A cosa tende l'uomo? A volte, se penso all'anima, mi viene in mente l'immagine di una freccia mentre l'arco la sta per scagliare lontano. L'anima mi pare proprio quella tensione vibrante, quel silenzio concentrato, e forse anche quella punta di lingua tra i denti e quell'occhio che prende la mira, quel vettore segnato sul libro di fisica del primo liceo.
Perchè l'anima è anche la sede dei ricordi, del cambiamento, della Grazia...e l'anima dell'uomo a cosa aspira? 'E' inquieto il mio cuore, Signore, finchè non trova riposo in te".  E le anime hanno voce, e a volte gridano e parlano, ma la mente non capisce, anche se sente. Cosa sento io? "Annunciamo la Tua morte Signore, e proclamiamo la Tua resurrezione, nell'atesa della Tua venuta". Magari fa strano pensare all'Apocalisse il primo dell'anno, ma almeno sarò considerata originale! E il bello, in tutto questo, che i cristiani dell'apocalisse non hanno paura, anzi, l'attendono. E un anno passato è un anno straordinario, di strada percorsa e ogni anno ci avvicina alla venuta di Gesù. Un messaggio escatologico a inizio anno... forse troppo, ma un anno in meno di separazione da Gesù mi sembra in fondo la constatazione più bella per ogni anno nuovo!!!