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mercoledì 6 aprile 2016

L'importanza dell'ordine

Quando vivi in famiglia ti piovono dal cielo simpatiche cose: i cassetti si riempiono da soli di mutande pulite e nuove, le canottiere non mancano mai, il frigorifero è strepitosamente pieno, gli scaffali ti offrono ogni ben di Dio, i folletti ripuliscono casa e la roba si STIRA da sola!!! In quel periodo semi autonomo che per chi come me è stato studente fuori sede dura circa 4/5 anni tu gestisci insomma una certa parte di una casa: una stanza, un bagno e una cucina ogni tanto, degli spazi comuni, spesso tristissimi. Poi si passa al mitico monolocale, il mio, a Torpignattara, se non fosse stato ricoperto di qualcosa che sembrava eternit, sarebbe stato il migliore del mondo: un bagno, un cucinino, una stanza e un meraviglioso terrazzo..., prima di riuscire a vedere le mattonelle del terrazzo ho dovuto comprare cinque flaconi di candeggina... però che meraviglia quel terrazzino!
E adesso... fregata. Una casa da gestire, con una figlia dolce e disordinata al pari della madre e un marito dolce e disordinato più di te implica dei cambiamenti drastici, soprattutto se comunque non vuoi che strati e strati di polvere si accumulino sulle cose.
Una casa piena di ninnoli l'avrei evitata comunque, certo non è bello, per la donna con i cinque minuti d'ira peggiori nel regno umano avere oggetti contundenti a portata di mano, questo è semplice, ma non puoi avere i piani dei mobili completamente vuoti, a rischio di far sembrare la casa disabitata o in vendita; allora mi sono detta, con grande motivazione: devo per forza buttare via un po' di roba. Quando mi sono sposata mamma ha pensato bene di inscatolare TUTTA la mia vita e spedirla a Roma, ma proprio tutta. Questo mi ha costretta in un primo momento a un abbattimento generale di tutto, senza grandi cernite: materialmente è impossibile sistemare ciò che era spalmato su 70 metri quadi di luoghi tuoi in Calabria in 80 metri quadri di appartamento in Prati. Non è proprio possibile. L'unica possibilità era prendere gli scatoloni così come stavano e portarli in Caritas. Cosa che peraltro ho fatto in parte. In seguito Facebook è arrivato in mio soccorso con i gruppi: "Te lo regalo se vieni a prenderlo" o come li chiamo io "Te lo regalo se te lo tiro dietro" e ho regalato un altro mare di cose.
Ingrassata, dimagrita, riingrassata e ridimagrita e via vestiti che sei convinta non rimetterai più ecc... e ora: l'elogio della casa spaziosissima e razionalizzata. Via i morti dall'armadio, dalle librerie, dai cassetti! Lo scheletro nell'armadio non è mai una bella cosa. Grazie mamma, che sistemavi tutto per noi, ma ho deciso per un altro stile. Poche cose, ma utili. Niente robot astrusi da cucina, niente chincaglieria, semmai qualche foto, semmai la Bibbia, semmai qualcosa che mi piace. I regali dei parenti (quelli che non erano in lista nozze), devo dire che hanno fatto la loro figura al mercatino della parrocchia (ciò che chiedi o che ti è utile è un regalo, il resto è ingombro, un po' come gli amici, quelli che ti vogliono bene te li devi conservare, il resto sono "accolli"), perché il regalo più bello è casa pulita e in ordine! E soprattutto a casa ci dobbiamo vivere noi, non le nostre cose!

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